Intestino
Sottotitolo: Microbiota, disbiosi, disturbi funzionali
- Disturbi gastrointestinali funzionali o ricorrenti
- Gonfiore e meteorismo
- Dolore o discomfort addominale
- Alterazioni dell'alvo, stipsi o diarrea ricorrente
- Sospetta ridotta tolleranza verso alcuni alimenti
- Valutazione dell'ecosistema intestinale in un percorso di prevenzione
L’intestino non è solo un tubo che digerisce. Il microbiota che lo abita partecipa al metabolismo dei nutrienti, interagisce con il sistema immunitario e con l’infiammazione di basso grado, e produce metaboliti che comunicano con distretti lontani, compreso il sistema nervoso.
Per questo l’area gastroenterologica non è un capitolo a parte della medicina della longevità: è uno dei punti da cui conviene guardare.
Si parte da una scheda, non da un test
L’inquadramento gastroenterologico comincia con una scheda anamnestica dedicata, strutturata e archiviata nella cartella clinica. Raccoglie sintomi, caratteristiche dell’alvo, relazione tra disturbi e pasti, alimentazione abituale, terapie, integratori e probiotici assunti, stile di vita.
Non è un questionario di cortesia: è quello che permette di decidere quali accertamenti abbiano senso, e di interpretarne i risultati quando arrivano.
Come si procede
e visita
quando indicati
se il quadro lo richiede
solo se indicata
A chi si rivolge
Chi ha disturbi gastrointestinali funzionali o ricorrenti: gonfiore, meteorismo, dolore o discomfort addominale, alterazioni dell’alvo, stipsi o diarrea che tornano. Chi sospetta una ridotta tolleranza verso alcuni alimenti. Chi vuole valutare il proprio ecosistema intestinale all’interno di un percorso di prevenzione.
Quello che questo percorso non è
Non sostituisce gli esami diagnostici usati per identificare patologie gastrointestinali specifiche, e non consente da solo di diagnosticare sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali, celiachia o intolleranze alimentari.
Una variazione della composizione microbica non coincide automaticamente con una malattia, e la presenza o l’assenza di un singolo microrganismo non determina da sola una terapia.
Non è un percorso detossificante. Il colon è un organo attivo che elimina i residui attraverso la peristalsi, il microbiota e il sistema linfatico: non ha bisogno di essere ripulito, e non esistono evidenze che il lavaggio intestinale disintossichi l’organismo.
Quando anamnesi, esame obiettivo o sintomi suggeriscono una condizione specifica, il percorso indica gli approfondimenti diagnostici appropriati invece di proseguire.
- Scheda anamnestica gastroenterologica strutturata
- Valutazione clinica diretta e obiettiva
- Breath test per SIBO e per intolleranza al lattosio
- Analisi del microbiota intestinale, quando indicata
- Valutazione nutrigenetica, quando indicata
- Non sostituisce gli esami diagnostici per identificare patologie gastrointestinali specifiche
- Non consente da solo di diagnosticare sindrome dell'intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali, celiachia o intolleranze alimentari
- Una variazione della composizione microbica non coincide automaticamente con una malattia
- Non è un percorso detossificante: non esistono evidenze che il lavaggio intestinale disintossichi l'organismo
- Quando i sintomi suggeriscono una condizione specifica, si indicano gli approfondimenti diagnostici appropriati
Gli strumenti che il progetto può prevedere.
Nessuno di questi è automatico: entra nel progetto solo se l'inquadramento lo indica, e nell'ordine che il tuo profilo richiede.
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Centoventi minuti di valutazione medica multidisciplinare per capire da dove parti. Quello che emerge diventa il tuo progetto, e da lì decidi tu il passo.