Centoventi minuti, tre mediche, una sola lettura

La prima giornata dell’inquadramento dura circa due ore. È il tempo in cui tre mediche raccolgono, ciascuna dal proprio angolo, le informazioni che serviranno a costruire una lettura unica. Vale la pena raccontare come è organizzata, perché la struttura non è casuale.
Perché nella stessa mattina
Quando l’organizzazione lo consente le tre mediche vedono la persona insieme, nello stesso momento. Altrimenti si susseguono nella stessa mattina, senza che si debba tornare un altro giorno.
La ragione è semplice: un’informazione raccolta da una collega cambia la domanda che fa la successiva. Se la valutazione nutrizionale fa emergere una difficoltà digestiva ricorrente, chi valuta l’apparato digerente parte da lì invece che dall’inizio. In tre appuntamenti distribuiti su settimane quel passaggio si perde, e ognuna ricomincia da capo.
Chi fa cosa
La Dott.ssa Procaccini dedica circa settantacinque minuti all’anamnesi, all’apertura della cartella clinica, all’esame obiettivo e alla valutazione dello stato di nutrizione e della composizione corporea. È il riferimento dell’inquadramento: indica quali approfondimenti abbia senso attivare nelle fasi successive.
La Dott.ssa Forleo dedica circa venti minuti alla valutazione posturale e alla valutazione ecografica degli arti inferiori.
La Dott.ssa Frascari dedica circa venti minuti alla valutazione clinica dell’apparato digerente, diretta e obiettiva.
Nei quadri complessi — per esempio in presenza di una malattia autoimmune — si aggiunge una valutazione dedicata in una giornata successiva. Non è un supplemento che si acquista: si attiva quando il quadro lo richiede.
Il prelievo e il dispositivo
Si arriva a digiuno, perché il prelievo per il pannello ematico si esegue lo stesso giorno. Il pannello è compreso nel costo dell’inquadramento: non viene consegnata una lista di esami da eseguire altrove.
Nella stessa occasione viene consegnato un dispositivo che registra per quattordici giorni. Serve a misurare la variabilità della frequenza cardiaca, che in ambulatorio si misura male: cinque minuti su un lettino dicono poco su come il sistema nervoso autonomo si comporta nelle giornate normali, nel sonno, sotto carico.
Su questo punto conviene essere espliciti sul peso del dato. La variabilità della frequenza cardiaca è una misura descrittiva, con una letteratura ampia ma eterogenea: i valori variano molto fra persone sane, e cambiano con l’età, con l’allenamento, con il sonno e con l’assunzione di alcol. Non è un esame diagnostico e non la usiamo come tale. La leggiamo come andamento, nel contesto di tutto il resto. Alla fine dei quattordici giorni il dispositivo si restituisce; chi vuole continuare a monitorarsi può acquistarlo.
La seconda giornata
In una seduta dedicata si esegue l’ecografia dell’addome e della tiroide, con il radiologo. È un esame operatore-dipendente, e per questo viene eseguito in struttura da chi poi partecipa alla lettura, invece di essere richiesto come referto da portare.
Il passaggio che non si vede
Dopo le visite e gli esami, le mediche che hanno visitato la persona leggono insieme i dati raccolti. È il passaggio che distingue una valutazione multidisciplinare da tre visite separate, e anche quello che il paziente non vede.
Da quella riunione esce la proposta che viene presentata due settimane dopo, in un appuntamento fissato già durante la prima visita.
Che cosa questa giornata non produce
Non produce una diagnosi di ciò che accadrà. Identifica categorie di rischio e aree su cui è ragionevole lavorare, e questo è utile e diverso: chi cerca una previsione troverà, in qualunque struttura, soltanto una stima presentata male.
E non produce un elenco di trattamenti da iniziare subito. Produce un ordine di priorità: cosa ha senso adesso, cosa può aspettare, cosa va approfondito. Quali approfondimenti siano disponibili, e a quali condizioni, è scritto nella pagina dei livelli di approfondimento.
Domande frequenti
Devo venire a digiuno?
Sì. Il prelievo si esegue nella stessa mattina della prima visita, quindi si arriva digiuni. Si può bere acqua. Le terapie abituali si assumono normalmente, salvo diversa indicazione del medico che le ha prescritte.
Quante volte devo tornare?
Due volte dopo la prima giornata: una seduta per l’ecografia e l’incontro di restituzione a due settimane. Nei quadri complessi si aggiunge una giornata con la Dott.ssa Ciampa.
Posso fare solo una parte della valutazione?
L’inquadramento è pensato come insieme: sono le tre valutazioni lette insieme a produrre l’informazione. Chi cerca un singolo esame o una singola visita specialistica può richiederli al Poliambulatorio Rimedical come prestazione a sé.
Quanto dura davvero? Due ore sono il minimo o il massimo?
Sono la misura entro cui la valutazione si svolge senza doverla comprimere. C’è chi ha una storia clinica lunga da ricostruire e chi arriva con un quadro lineare: i tempi non sono cronometrati.
Il dispositivo lo devo tenere anche di notte?
Sì, il dato più utile viene proprio dal sonno e dalle giornate normali. Si indossa per quattordici giorni e poi si restituisce.
Dott.ssa Sonia Ciampa, direttore sanitario
Se ti stai chiedendo in cosa questa giornata si distingua da un normale controllo periodico, ne abbiamo parlato in Che cosa cambia tra un check-up e un inquadramento.
Longevity Medicine System è la linea di medicina della longevità del Poliambulatorio Rimedical, in via Europa 8 a Santarcangelo di Romagna. Rimini e Cesena sono a pochi minuti di auto; da Forlì, da Ravenna e dalla Repubblica di San Marino si arriva in meno di un’ora, e poco più serve da Pesaro.
Si comincia da un inquadramento.
Centoventi minuti di valutazione medica multidisciplinare per capire da dove parti. Quello che emerge diventa il tuo progetto, e da lì decidi tu il passo.