Grado A, grado B, grado C: perché scriviamo il livello di evidenza su ogni scheda
Su ogni scheda procedura di questo sito compare, prima o poi, una frase che dice quanto è solida l’evidenza scientifica di quello che stiamo descrivendo. A volte è una buona notizia, a volte molto meno. È una scelta che ci costa qualcosa e che rifaremmo.
Cosa significano quelle lettere
Nella letteratura medica le raccomandazioni vengono classificate in base alla qualità degli studi che le sostengono. In forma molto semplificata:
Grado A indica raccomandazioni sostenute da studi clinici randomizzati di buona qualità, o da revisioni sistematiche che li raccolgono. È il livello su cui si fondano le linee guida.
Grado B indica evidenze che esistono e sono coerenti, ma vengono da studi meno robusti: numeri più piccoli, disegni meno rigorosi, o risultati non ancora replicati abbastanza.
Grado C indica indicazioni che poggiano soprattutto su studi osservazionali, serie di casi o consenso fra esperti. Non significa che non funzionino: significa che la prova non è ancora stata fatta nel modo più solido.
Esistono sistemi più articolati, e ogni società scientifica ha il suo. Il principio però non cambia: non tutte le affermazioni mediche hanno lo stesso peso, e trattarle come se lo avessero è una scorrettezza verso chi legge.
Due esempi presi dalle nostre pagine
La fotobiomodulazione è il caso più istruttivo. È la stessa tecnologia, ma l’evidenza cambia radicalmente a seconda dell’indicazione: nella prevenzione e nel trattamento della mucosite orale del paziente oncologico esiste una raccomandazione da linee guida internazionali di terapia di supporto, mentre in ambito estetico e dermatologico l’uso è consolidato ma le evidenze sono di grado inferiore. In neurologia la ricerca è in corso e i risultati vanno considerati preliminari.
Scrivere «la fotobiomodulazione funziona» sarebbe vero e insieme fuorviante. Dipende per cosa.
L’ozonoterapia sistemica è il secondo caso. Sulla sua scheda abbiamo scritto che le evidenze sono di grado B e C. È una procedura che eseguiamo e in cui crediamo, e non la stiamo svalutando: la stiamo collocando. Un paziente che la sceglie sapendo questo fa una scelta informata; uno che la sceglie credendola dimostrata quanto un farmaco di prima linea, no.
Il caso scomodo
C’è un terzo esempio che ci riguarda più da vicino. Sull’idrocolonterapia l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso posizioni esplicitamente scettiche. L’abbiamo scritto sulla scheda.
Si potrebbe obiettare che sia controproducente. La nostra posizione è che il paziente che legge quella riga e decide comunque di procedere, d’accordo con il medico, sta facendo una scelta vera. Quello a cui non viene detto nulla, no.
Perché non ci limitiamo a tacere
La via più semplice sarebbe descrivere le procedure senza qualificarle: nessuna affermazione falsa, nessun imbarazzo. Funziona, e lo fanno quasi tutti.
Il problema è che l’assenza di una qualificazione viene letta come una qualificazione forte. Se una pagina medica descrive una procedura con sicurezza e non dice altro, chi legge assume che sia dimostrata. Il silenzio non è neutro.
Da qui discendono due regole che applichiamo a ogni testo: niente aggettivi valutativi, e nessuna promessa di risultato. Se un’affermazione ha bisogno di un superlativo per reggere, è l’affermazione a essere debole.
Cosa farne, quando si legge una scheda
Il livello di evidenza non è un voto di qualità né un semaforo. È un’informazione in più da portare nella conversazione con il medico.
Una procedura di grado B resta una procedura che ha senso proporre, purché lo si dica. Ed è esattamente quello che la scheda serve a fare: metterti nelle condizioni di chiedere perché proprio questa, e perché adesso.
Dott.ssa Sonia Ciampa, direttore sanitario
Longevity Medicine System è la linea di medicina della longevità del Poliambulatorio Rimedical, a Santarcangelo di Romagna (Rimini). Siamo raggiungibili in meno di un’ora da Cesena, Forlì, Ravenna, Pesaro e dalla Repubblica di San Marino.
Si comincia da un inquadramento.
Centoventi minuti di valutazione medica multidisciplinare per capire da dove parti. Quello che emerge diventa il tuo progetto, e da lì decidi tu il passo.